solidarietà spontanea e dissenso civile in ungheria

Leila Kuzma

Gli Ungheresi non debbono essere identificati con il loro governo. Si è parlato molto delle decisioni governative con cui è stata affrontata la crisi dei rifugiati, ma non si sono raccontate le azioni dal basso compiute per combattere le circostanze disumane che i rifugiati hanno dovuto sopportare.

La maggior parte del popolo ungherese si vergogna profondamente dell’atteggiamento mentale terroristico scatenato dal governo Orban, ma non dispone di canali attraverso i quali esprimere il suo dissenso. A parte alcuni rari esempi, come la lettera aperta firmata da intellettuali ben conosciuti, per i cittadini non c’è stata la possibilità di manifestare il disgusto verso la retorica fascista che il governo ha tentato di istillare nell’opinione pubblica.

Inoltre non si è manifestata una posizione uniforme dell’opinione pubblica:

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