mercato, distribuzione

Da poco è uscito il fascicolo 261 de «l’immaginazione» (Manni). Come sempre, consiglio la lettura. In particolare, noto che tanto A. Prete quanto L. Canali si interrogano, in due diversi interventi, sullo stato del mercato, sulla situazione intollerabile dell’editoria (e degli editor) e della distribuzione nel nostro paese.

Rimando sinteticamente a questo articolo, a cui (neanche sto ad aggiungere avverbio) non c’è (stata) risposta.

in margine a un’ennesima ennesima ennesima ennesima ennesima ennesima ennesima ristampa di Neruda

continua la rincorsa dell’editoria italiana alla retorica del ‘900. retorica sempre afferrata, sempre mostrata (ed) evidente, ma (anzi: di conseguenza) evidentemente sempre vendibile e venduta.

il successo e loop e trip di Neruda “significa” e per certi aspetti anche “determina” concretamente (distributivamente) l’insuccesso anzi il decesso della scrittura di ricerca, in lingua spagnola come nelle altre lingue.

l’italia è un paese di bande e fanfare, la complessità orchestrale non fa per lei.