la domanda è / la domanda sarebbe

La domanda del giorno o meglio del ventennio è:

Cosa deve esattamente fare, quanto in basso esattamente deve arrivare, quante cose esattamente devono essere scoperte sul suo conto, esattamente a quale grado di volgarità deve arrivare una forza politica tendenzialmente anticostituzionale, razzista, sciovinista, omofoba, corrotta, corruttrice, perché i cittadini smettano di votarla (anche senza votare per una forza politica diversa) ?

Ma la domanda sarebbe questa, se la risposta fosse legata soltanto alla cultura, anche politica, di un paese. Mentre è strettamente connessa agli interessi economici (e alle superstizioni) di decine e centinaia di migliaia di singoli, e di parecchie fazioni e bande. Il “paese” è una parola astratta.

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Due note

(1)
La forza della frammentazione (territorio spaccato in aree, razzismo, secessione) nutre il senso dell’unità “garantita” da uno. Sappiamo chi è quell’uno. Non si esce dal Ventennio finché non si attenua o scioglie la frammentazione di fatto e la percezione di questa. Cose che non possono verificarsi perché (vedi sopra) attengono a interessi sul territorio, saldati a imprese precise, ad accordi che non sono politici ma economici.
Sui soldi — specie se legati alla violenza — raramente vince un’”idea” (o un “buon senso”, e perfino una differente violenza, e differenti interessi).

(2)
Dopo secoli di divisione linguistica (che è divisione di pensiero/pensieri, culture, e mercati, merci) si è imposta una sola lingua, in virtù della diffusione capillare della televisione, negli anni Cinquanta. La tv è stata in grado di portare all’unificazione linguistica (dunque per tanti aspetti all’unificazione culturale e commerciale) di una intera nazione.
Dopodiché: sappiamo qual è stata la storia delle televisioni, dai primi anni Ottanta. Sappiamo dunque quale grado di potere — e di potere aggiunto — hanno avuto e detengono (illegalmente, in certi casi), precisamente su scala nazionale. Lo vediamo nei numeri, a ogni tornata elettorale. Chiaramente sostituendo “omologazione” a “unificazione”. (E, volendo, “soldi” a “culture”).