Archive for the 'text' Category
Posted by mg on May 8, 2008
It is with both pleasure & sorrow that I announce the going live of issue nine of Otoliths. The pleasure is because this issue marks the beginning of Otoliths’ third year, & once again contains a great variety of text & visual work. The sorrow is because Rochelle Ratner, a frequent contributor to this journal, passed away on March 31st. I’d like to dedicate this issue, in which she has new poems, to her.
In this issue are Rochelle Ratner, harry k stammer, Adam Fieled, Bill Drennan, David-Baptiste Chirot, Joel Chace, Michael Farrell, Reed Altemus, Andrew Lundwall, Douglas Barbour & Sheila E. Murphy, William Doreski, Duane Locke, Stu Hatton, Joe Balaz, Jeff Harrison, Raymond Farr, Esa Mäkijärvi, Bobbi Lurie, Julian Jason Haladyn, Simon Perchik, Suzanne Grazyna, Eileen R. Tabios, Diana Magallón & Jeff Crouch, Jeff Crouch & Matina L. Stamatakis, Thomas Lowe Taylor, Glenn R. Frantz, Angela Genusa, Randy Thurman, Philip Byron Oakes, Mark Cunningham, Geof Huth, Andrew Topel & Jim Leftwich & John M. Bennett, John M. Bennett, John M. Bennett & Luigino Solamito & Sheila E. Murphy, John M. Bennett & Scott MacLeod, Scott MacLeod, Robert Gauldie, Adam Strauss, Marcia Arrieta, Elizabeth Kate Switaj, William Allegrezza, Ernesto Priego, Ed Schenk, Irving Weiss, Mary Kasimor, Christopher Major, Derek Owens, Paul Siegell, Daniel f Bradley, Daniel Morris, Steve Timm, Mary Ellen Derwis, Thomas Fink, Louise Landes Levi, Toni Simon, Martin Edmond & Kirsten Kaschock.
Mark Young
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Posted by mg on May 4, 2008
1951. GLI ARTISTI DELL’ORIGINE. UN RACCOGLIMENTO UMILE MA CONCRETO
Rileggendo il Manifesto del Gruppo Origine del 1951 costituito da Burri, Bollacco ,Capogrossi e Colla ciò che colpisce è una doppia assunzione: la conclusione dell’astrattismo come esperienza generale e il rifiuto del decorativo che può ricomparire, a loro avviso, anche negli sviluppi del non-figurativo.
Si prendono le distanze dalla ‘compiacenza decorativa’, dal ‘manierismo’, per riaffermare con forza ‘un raccoglimento umile ma concreto’ alla radice del fare arte.
Ecco: ciò che precisamente mi colpisce è che la vera discriminante tra l’arte da fare e l’arte che non interessa fare non è posta innanzitutto in alcune caratteristiche formali (anche se poi qualsiasi scelta necessariamente in quelle caratteristiche s’incarna) ma nell’atteggiamento di partenza.
È come se fin da allora apparisse chiaro che non era la novità o la piacevolezza del segno a garantire il senso dell’operazione ma la qualità sottile, silenziosa, originaria da cui quel segno prendeva le mosse. Era quest’origine la base del vigore, dell’energia e della necessità dell’opera.
Era quasi il presentimento in grandissimo anticipo di ciò che poi sarebbe accaduto: lo svuotamento veloce delle forme nell’estetizzazione generale della comunicazione sociale.
In questo caso alla ‘compiacenza decorativa’ si è sostituita l’implicita richiesta di abbassamento del gusto tanto più vertiginoso quanto più veloce si andava imponendo la consumazione non più dell’opera d’arte ma della semplice e irrelata percezione.
E così allo sguardo si è sostituito il colpo d’occhio che non chiede neanche più ‘compiacenza decorativa’, chiede solo di non essere interrotto nel suo frenetico vedere senza guardare.
Di fatto la minaccia che incombe sul sistema nervoso dei ragazzi che giocano alla play è la realtà del regime percettivo degli adulti. Talvolta con travaso di apparato mitologico (giochi che rincorrono il cinema o viceversa, guerra come videogioco e videogioco sparatutto)…
Piuttosto che a rallentare le tecnologie hanno puntato a velocizzare (Virilio: la velocità e la guerra, il mercato) fino all’indifferenza, cioè alla non differenza, al non saper più distinguere il meglio dal peggio.
Il mistero della vita all’origine era l’obiettivo di questi artisti, qualche anno dopo la fine della guerra. E prima che arrivasse la vulgata dello strutturalismo e il mito scientista con tutta la sicumèra delle neoavanguardie (si potrebbero considerare quelle letterarie come effetto collaterale di quelle artistiche e musicali).
Prima del formalismo (più o meno manierista nella versione alta o bassa) come condizione unica del rappresentare: è comico parlare di post-umano quando proprio l’umano è ciò che costantemente resta al di là da venire, nel mezzo come siamo di una infinita preistoria.
Questo è anche uno dei motivi per cui è difficile farsi comprendere senza accettare campi di discorso pre-confezionati.
In fondo se si aggiunge una sofisticata tecnologia ad una preistoria infinita, il banale e la violenza tendono ad identificarsi.
Biagio Cepollaro
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Posted by mg on May 1, 2008
Qui: http://politica.excite.it/news/8828/Tolleranza-Zoro-nona-puntata
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Posted by mg on April 29, 2008
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Posted by mg on April 27, 2008
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Posted by mg on April 26, 2008
CONTAINER Osservatorio/laboratorio mobile di arte pubblica
PERCORSI DI TEORIA E PRATICA DELL’ARTE PUBBLICA FINALIZZATI ALLA PROGETTAZIONE DI INTERVENTI NELLA CITTA’.
a cura del Corso di Antropologia Culturale 2 (Mili Romano)
in collaborazione con Antropologia Culturale 2 (Roberto Daolio), Metodologia della Critica (Silvia Evangelisti), Laboratorio di metodologia progettuale della comunicazione visiva (Paolo Parisi)
CONTAINER osservatorio-laboratorio mobile di arte pubblica
a cura di Mili Romano e di Gino Gianuizzi
con il sostegno di: Interporto, Comune di Bologna, Istituto Gramsci, Istituto Beni Culturali, Quartiere San Donato, neon>campobase
Laboratorio dinamico sul territorio e segnale di “lavori in corso”, spazio di produzione e pratica di public art, CONTAINER osservatorio-laboratorio mobile di arte pubblica è operativo nel corso dell’anno 2007-2008 all’interno del progetto “Sposta il tuo centro. Quartiere San Donato. Città di Città”. Sua caratteristica è la trasversalità e esso si offre al progetto come tramite con la strada e le varie zone del quartiere, riferimento all’esterno non solo per gli artisti coinvolti nel progetto ma per tutti gli abitanti delle sue varie aree e per tutti i laboratori che al progetto più generale contribuiscono come generatori di energie di ricerca propulsiva (Piazza delle Culture; Conoscenza del quartiere; La qualità dell’abitare nell’edilizia pubblica; Le narrazioni; Un quartiere in trasformazione; Il verde urbano in San Donato; Nuovi sguardi sull’architettura; Il sito web).
Tutti gli interventi artistici sono stati progettati come strumento di avvicinamento/conoscenza e avvio di un processo di riflessione e trasformazione antropologico-sociale dello spazio metropolitano, a partire dai suoi caratteri essenziali e dalle sue peculiarità. Loro premessa fondamentale è che l’esperienza artistica, concepita non più soltanto come intervento meramente decorativo o di “intrattenimento”, possa affermarsi come un utile sussidio alla “trasformazione” partecipata del territorio: per ingenerare la consapevolezza di una qualità urbana più alta, primo passo verso la valorizzazione dell’identità del luogo e del senso di appartenenza.
Maria Pia Cinque, Cuoghi Corsello, Cinzia Delnevo, Emilio Fantin, Anna Ferraro, Sabrina Muzi, Mili Romano, Monika Stemmer, Adriana Torregrossa, Zimmerfrei, gli artisti coinvolti nell’iniziativa, hanno attivato questo percorso attraverso progetti artistici nati dalla preliminare conoscenza del contesto urbanistico e sociale.
Dopo il primo posizionamento nell’area antistante la vecchia sede del quartiere, in via San Donato 68, il CONTAINER si è spostato a fine gennaio in Piazza Costituzione in occasione di ARTEFIERA e come evento di ARTEFIERA OFF; dal 3 marzo fino al 5 maggio è localizzato nell’area antistante la biblioteca Luigi Spina non lontano dal “Virgolone” del Pilastro e infine si sposterà davanti al Centro interculturale Zonarelli in via del Lavoro.
CONTAINER/LABORATORIO MOBILE si trasforma, nei mesi di aprile e maggio 2008 in un modulo didattico teorico/pratico, con sede presso l’Accademia di Belle Arti e al Container, orientato alla presentazione dei diversi metodi di approccio dell’arte allo spazio metropolitano e al paesaggio e il cui fine è lo studio, l’osservazione e la progettazione nella città.
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Posted by mg on April 25, 2008
Su Nazione indiana: l’ottavo intervento della sequenza delle Variazioni Meridiano: testo di Luigi Pingitore
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Posted by mg on April 20, 2008
Stasera a Brescia, alle 18:30, Aperitivo letterario al Nuovo Cinema Eden (entrata via Odorici) all’interno della prima edizione di AmbientFestival, festival cine artistico sulle tematiche ambientali.
Gherardo Bortolotti presenta Le api migratori (Salerno, Oèdipus, 2007) di Andrea Raos.
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Posted by mg on April 16, 2008
caffè letterario intra moenia
piazza bellini 70 - 80138 napoli
mercoledì 16 aprile, ore 19:00
giancarlo alfano
gabriele frasca
andrea inglese
presentano
le api migratori
di andrea raos
(oèdipus, 2007)
§
invito [pdf file]
*
info: 081290720 -0815571190
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Posted by mg on April 13, 2008
N.B.
*
Napoli, 16 aprile: ANDREA RAOS, Le api migratori
Roma, 17 aprile: MARCO GIOVENALE: La casa esposta e Criterio dei vetri
Roma, 19 aprile: GIULIANO MESA: Tiresia
*
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Posted by mg on April 3, 2008

A little Madness in the Spring, la poesia 1333 di Emily Dickinson di cui ho parlato al convegno sulla traduzione, è tradotta e brevemente annotata :
qui [pdf 80 Kb]
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Posted by mg on March 25, 2008
Liberamente scaricabile (o acquistabile come libro) il dialogo Polis, tra Franco Ferrarotti e Massimiliano Fuksas:
dal sito di Piero Manni:
§
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Posted by mg on March 23, 2008

Sibille asemantiche
A cura di Giovanni Andrea Semerano, La camera verde, Collana Fedra,
Roma, marzo 2008
[ il volume può essere richiesto al numero 3405263877 ]
La mostra continua in Camera verde (via G.Miani 20, Roma)
fino al 18 aprile 2008
tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle ore 17:00
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Posted by mg on March 23, 2008
distruzione delle vite e distruzione del tempo delle vite sono prassi e procedure che si sono moltiplicate e sono diventate industria, nel percorso del secolo passato.
questo fatto carica di uno spessore di ombra aggiunta lo spazio dei segni, e dunque — in fondo — anche la scrittura di versi, che già per statuto suo è o può essere luogo laterale e asimmetrico rispetto al sermo communis.
all’interno delle forme e dei lessici si può cioè sommare quella macchia di assenza, di violenza e distacco, che le innumerevoli vite ferite, offese o perse (e il loro tempo bruciato) testimoniano o puramente sono. (fuori da linguaggi).
Paul Celan:
Der Andere
Tiefere Wunden als mir
schlug dir das Schweigen,
größere Sterne
spinnen dich ein in das Netz ihrer Blicke,
weißere Asche
liegt auf dem Wort, dem du glaubtest.
L’altro
Più profonde ferite che a me
inflisse a te il tacere,
più grandi stelle
ti irretiscono nella loro insidia di sguardi,
più bianca cenere
giace sulla parola cui hai creduto.
Testo del 10-12-1952. Traduzione italiana di Michele Ranchetti, in:
P.Celan, Conseguito silenzio (Einaudi, Torino 1998, pp. 14-15)
è il silenzio o la torsione in sé di chi non ha difesa né tempo né vita. un prisma e un prima asemantico. scompagina le parole note. dissipa e riedifica da zero il discorso di chi resta e parla, forma strutture.
e: fra sommersi e salvati, come fra silenzio e parola, c’è una estesissima fascia di crisi. di imminenza di naufragio.
forse in generale (oramai, direbbe Villa) è difficile avere altro sfondo che questo: Read the rest of this entry »
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Posted by mg on March 16, 2008
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Posted by mg on March 5, 2008

click here to read the pdf file [ 1.6 Mb ]
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Posted by mg on February 22, 2008
Cari amici,
come forse già sapete, il 4 febbraio è uscita in libreria la nuova edizione di un libro importante e fino a oggi introvabile, Dalle memorie di un piccolo ipertrofico di Tommaso Ottonieri. Edizione che, dopo un lungo lavoro redazionale e grazie al coraggio dell’editore No Reply, abbiamo inserito nel catalogo della collana Maledizioni, raggiungendo così il sesto titolo. L’impresa, nella cui necessità crediamo moltissimo, è finalmente giunta in porto, e adesso ha un esagerato bisogno di vivere e diffondersi il più possibile. Non disponiamo di risorse mediatiche straordinarie e, benché agguerriti, siamo pur sempre piccoli e pochi. Per questo chiediamo il vostro aiuto, la vostra partecipazione, e ci appelliamo agli entusiasmi che covate con perfida voluttà nelle fantasie libresche dei vostri cuori. Qualunque tipo di contributo potrà rivelarsi prezioso, quindi scriveteci, contattateci, comprateci, consigliateci, rubateci, fateci, e infine ricomprateci: il libro è qui, tutto per voi. E noi siamo con lui.
Grazie a tutti
Sparajurij Lab
www.myspace.com/piccoloipertrofico
www.sparajurij.com
www.noreply.it
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Posted by mg on January 10, 2008
Jeamel Flores - Haboud
PLEAMOR
Quindici poesie. Traduzione di Giuliano Mesa. Testo spagnolo a fronte.
Collana Felix, Ed. La camera verde, Roma, dicembre 2007
*
Jeamel Flores Haboud è nata a Lima (Perù) nel 1970. Ha pubblicato tre libri di poesia: Desde los oscuros rincones (Editorial Colmillo Blanco, Lima, 1995); Todo era lejos (PUCP, Lima, 2000) e Ariadna - Arianna (in edizione bilingue spagnolo-italiano, Instituto Italiano de Cultura, Lima, 2002). Alcuni testi di Pleamor sono apparsi sulla rivista «Fábula» (Estate 2006), sul sito http://gammm.org (febbraio 2007) e sulla rivista «La Camera Verde» (novembre 2007). Del saggio En la masmédula y la esencia de la palabra. Oliverio Girondo entre la realidad y el deseo, una parte è stata pubblicata nel 2007 come e-book da Biagio Cepollaro (http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/E-book.htm) col titolo La ricerca dell’essere. “En la masmédula”: temi etici tra Girondo e Lévinas. Il romanzo La rosa del virreinato è in corso di stampa presso Plural Editores, La Paz (Bolivia). Ha partecipato a incontri letterari internazionali. Suoi scritti sono apparsi su varie riviste e antologie in Perù e all’estero, tra le quali En tous lieux nulle part ici. Une anthologie (Le Bleu du Ciel, Paris, 2006).
“alla scrittura di Jeamel Flores-Haboud, ricca di invenzioni e neoformazioni verbali, di nodi di senso dati da un funambolismo felice del suono, nominante, non è affatto negata la strada del canto e della clarté amorosa, così come di certa durezza dichiarativa. sono anzi questi i suoi punti di forza” [m.g.]
*
richieste possono essere indirizzate al numero 340-5263877 oppure a:
lacameraverde [at] tiscali [dot] it
La Camera Verde, via G.Miani 20, Roma 00154
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Posted by mg on January 4, 2008
L’”opera-di-opere” che si intitola Delle restrizioni, a cui ho dato avvio diversi anni fa e che viaggia lentamente/variamente sparsa o disintegrata in periodici e riviste, va figliando via via nuclei dotati di un comunicabile senno tematico. La serie Il segno meno fa tessitura con l’argomento dello sfaldarsi, dell’ombra, della perdita e cenere e sparizione dei legami, dei rapporti, della memoria; e soprattutto: con il tema dello spossessamento delle case, la fine dei luoghi (cari).
È parte di un progetto testuale più ambizioso, sul discorso/decorso della dissipazione. Ma costituisce sezione già indipendente. [Se ne veda qui l'esito più recente].
*
Ancora, può esser detto, più in generale, che:
(Specie) adesso: quasi ogni parola e luminescenza video è o rischia l’isomorfismo, di isteria, di retorica. Si può scegliere al contrario anzi del tutto altrove - e perfino pronunciare - una parola niente affatto ermetica, però cifrante, normalmente versata in torsione, tensione che la porta fuori dal detto consueto (mansueto). E la muove verso un punto dove non si salva dal contestarsi per prima, da sé. (È il Pensiero del fuori, ovvero è Foucault).
Questo ha qualcosa a che vedere con l’allegoria, con la sottrazione e i calchi cavi che parlare comporta.
*
Un moto cellulare costante nel corpo di Delle restrizioni è il flettere metri noti in unità ritmiche “inferiori”, e - soprattutto - volentieri segmentare sintassi, quasi pensandola stiletto deviato allo sguardo da immersione in acqua. Nella scrittura tutto ha a che fare con la percezione, e con il doppio che ogni evento e oggetto è. L’uso addirittura ossessivo delle spezzature, o di corsivi e parentesi, e molte inarcature forti, nelle poesie, non segnalano un registro laconico né suggeriscono indicazioni performative, “di lettura”, semmai distribuiscono a raggiera le varianti di libertà/ostacolo al passaggio di senso, mantenendo un certo numero di attriti semantici rilanciati - invece che attenuati - dalle frammentazioni, dagli urti. (Visti).
Questa ricerca desidera in tutta umiltà dialogare con le (e quasi rispecchiarsi nelle) osservazioni che Emilio Garroni, nel suo Estetica. Uno sguardo-attraverso, ha dedicato alla terza Critica kantiana in direzione di un «risalimento» - sui casi esemplari di Bernhard e Beckett - delle interrogazioni sul senso-non-senso poste dal secolo che si è chiuso.
*
poscritto:
Il significato, i significati, e anche certi loro movimenti (d)elusivi, umbratili, raggiano senso non quando viene istituita una parola “riconoscibile”, bensì quando in ogni spezzatura e frase e dispositivo o deposito formale echeggia la necessità di quel vincolare immagini, parole, suoni. “Come se” questi facessero allegoria (già data, nota). (E, invece, nell’istante di nascere la originano: è nuova).
La costruzione della necessità in poesia assomiglia al meccanismo di fondo dell’allegorizzare in generale. E forse al “dar senso” in generale. Che si attiva in occasione di ogni atto percettivo, di ogni frammento del banale esistere - umano.
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Posted by mg on December 31, 2007


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[ mg ]
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Posted by mg on December 29, 2007
I primi sperimentatori (italiani) con la fotografia: «lucigrafi».
(Da G.G.Belli, “Piccolo trattato” di tecnica fotografica 1839, Scheiwiller, Milano 1978, p.10)
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Posted by mg on December 2, 2007
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Posted by mg on November 28, 2007
These are the 40 Dusie chaps I received:
samar abulhassan. fa’rah
tim armentrout. all this falling away
kristy bowen. brief history of girl as match
anne boyer. selected dreams
jules boykoff. the slow motion underneath
jessica bozek & eli queen. cor-re-spon-dence
joseph cooper. memory/incision
sarah ann cox. truancy
michelle detorie. bellum letters
raymond farr. two hats appear when applauded
adam fieled. posit
marco giovenale. a gunless tea
giles goodland. a spy in the house of years
k. lorraine graham. and so for you there is no heartbreak
jared hayes. CaGeD
jared hayes. RecollecTed
anne heide. an instant of flight
jen hofer. going going
carrie hunter. kine(sta)sis
lisa janssen. riffing on bird and other sad songs
paul klinger. occasion in the mosaic distance
drew kunz. tether
mark lamoureux. sometimes things seem very dark
a whole portfolio of fab chaps by alana madison
jill magi. [from SLOT (to pull an historical site form you)]
sarah mangold. parlor
bob marcacci. imagining a baby
nicole mauro. the contortions
simone muench & william allegrezza. sonoluminescence
sheila murphy. skinny buddha
sawako nagayasu. insect country (b)
marci nelligan. specimen
lance newman. come kanab / a little red songbook
tom orange. on bathybius
wanda phipps . silent pictures recognize the world
chris pusateri. north of there
kaia sand. tiny arctic ice
jennifer scappettone. beauty [is the new absurdity]
matina stamatakis. ek-ae. a journey into ekphrastic aesthetics
eileen r. tabios. the singer and other flamenco hay(na)ku
bronwen tate. souvenirs
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Posted by mg on November 16, 2007

Giovanni Semerano con “Telefoto di Gruppo” di Giovanna Colacevich (1988)
Roma, Caffè letterario
via Ostiense, 95
dal 17 novembre al 16 dicembre 2007
(ore 11.00-24.00)
“IL FOTOGRAMMA di Giovanni Semerano”
Artisti: Alessandro Alimonti, Alfredo Anzellini, Andrea Attardi, Jasmine Barbet, Anna Basciu, Franco Belsole, Andrea Bevilacqua, Teresa Bianchi, Piero Bottali, Lanfranca Braganza, Domenico Campisano, Maristella Campolunghi, Eugenio Cannilla, Franco Cannilla, Mario Carbone, Laura Mario Carlodalatri, Rita Carioti, Emanuela Carone, Carlo Cianfarini, Maurizio Cintioli, Giovanna Colacevich, Pasquale Comegna, Verena D’Alessandro, Mauro De Cillis, Paco del Pino, Patrizia Dottori, Uberto Gasche, Nilde Guiducci, Loredana Izzo, Angelo La Rocca, Guido Laudani, Alessandra Laurenzi, Fulvia Leoncini, Gianni Loperfido, Antonietta Lunesu, Patrizia Malarbì, Franco Mancini, Stefano Marcovaldi, Pina Marinaro, Flavia Mastrella, Grazia Menna, Gabriele Morrione, Anna Onesti, Maria Orioli, Pinella Palmisano, Andrea Panegrossi, Gregorio Paonessa, Giorgio Petraglia, Micaela Petroni, Ugo Piergiovanni, Patrizia Pieri, Pino Rampolla, Carla Tavanti, Zeno Tentella, Francesca Vitale, Maria Wojcik, Sylvie Zampolini.
Curatori: Giuseppe Salerno e Maristella Campolunghi
Catalogo a cura Giuseppe Salerno
Introduzione Claudio Strinati
testi Andrea Attardi, Teresa Bianchi, Maristella Campolunghi, Giacomo Carioti, Enrico Crispolti, Guido Laudani, Cesare Nissirio, Bianca Menna, Sandro Pandolfi, Gregorio Paonessa, Giuseppe Salerno, Andrea Semerano, Carmine Siniscalco, Zeno Tentella
Inaugurazione: sabato 17 novembre ore 18.30 Read the rest of this entry »
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Posted by mg on November 9, 2007
For its tenth edition (May 2009), the International Poetry Biennial is pleased to announce an International Media Poetry Contest.
Works considered “media poetry” are those that place contemporary technologies at the service of poetry, be it within the framework of a performance or in that of a recorded and projectable work. Among the many forms accepted are included videopoetry, digital poetry, multimedia poetry, sound poetry, interactive poetry, and poetic installations in physical space or on the Internet. Works that illustrate a poem will not be considered (these are works that use sound or images to represent or complement a poem, for example). There are no restrictions regarding the form or content of the media poems submitted.
Work presented shall Read the rest of this entry »
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Posted by mg on November 4, 2007
Dedico questa traduzione a Massimo Sannelli.
Qui il testo inglese:
A little Madness in the Spring
Is wholesome even for the King,
But God be with the Clown -
Who ponders this tremendous scene -
This whole Experiment of Green -
As if it were his own !
Traduzione e note sono qui.
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Posted by mg on October 16, 2007
Mercoledì 17 ottobre alle ore 21:30
presso il Barbarossa, in
Via Leonardo 30, a Seregno
proiezione del video Un pochino di tanta verità
sull’esperienza di Oaxaca.
Nell’estate 2006 un grande movimento sociale scosse il Messico. Senza rinunciare alle loro differenze, maestri, lavoratori, comunità indigene, artisti, studenti, emigrati, collettivi libertari, ONG, militanti di organizzazioni politiche e cani sciolti crearono l’Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca (APPO).Durante vari mesi, la città visse la singolare esperienza di una gran festa senza governo, senza polizia e senza burocrazia, ma aperta al dialogo e all’innovazione. La saggezza collettiva si impose in modo pacifico sulle carovane della morte, i sequestri e i soprusi del tiranno Ulises Ruiz.Poco a poco la gente comune forgiò un magnifico esempio di organizzazione autonoma senza capi, senza dirigenti e senza caudilli, che si situa in linea di continuità con
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Posted by mg on September 30, 2007

gif (C) 2007
by pierpaolo limongelli
images by jim leftwich
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Posted by mg on September 30, 2007
Per le edizioni L’Obliquo esce ora il libro Fiumi di ali, di John Ashbery.
Scelta di poesie tradotte da Damiano Abeni. Con un’acquaforte di Enzo Cucchi. Postfazione di Marco Giovenale.
ISBN 8888845555, cm 24 x 17, 35 pagine
§ § §
John Ashbery è nato a Rochester, nello stato di New York, nel 1927. Ha studiato ad Harvard e alla Columbia University. Ha pubblicato oltre venti raccolte di poesie, la più recente delle quali è A World Country (Ecco, 2007). Il suo primo libro, Some Trees (Yale University Press, 1956), venne scelto da W.H. Auden per lo Yale Youngers Poets Prize. Al volume Self-Portrait in a Convex Mirror (Viking Press, 1975) vennero assegnati tutti e tre i maggiori premi statunitensi per la poesia - il Pulitzer, il National Book Award e il National Book Critics Circle Award. Ha svolto un’intensa attività di critico d’arte, e un’ampia scelta delle sue “cronache artistiche” è stata raccolta nel volume Reported sightings (Knopf, 1989). Membro della American Academy of Arts and Letters e della American Academy of Arts and Sciences, è stato cancelliere dell’Academy of American Poets dal 1988 al 1999. Vincitore di numerosi premi e riconoscimenti sia nazionali che internazionali, ha ricevuto due Guggenheim Fellowships ed è stato un MacArthur Fellow dal 1995 al 1990. Nel 1992 l’Accademia Nazionale dei Lincei gli ha conferito il Premio Internazionale Feltrinelli per la Poesia e l’ha nomimato proprio “Foreign Member”. Sue opere sono state tradotte in oltre venti lingue. Dal 1990 è stato professore di Languages and Literature al Bard College. Abita a New York.
Edizioni l’Obliquo
Corso Magenta 45, 25121 Brescia
fax 030.802628, ccp 49222219
edizioni [at] edizionilobliquo.it
distribuzione nelle librerie:
DIEST
Via Cavalcanti 11, 10132 Torino
fax 011.8981164
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Posted by mg on September 14, 2007
[ ] crashing Es and all his fucking underground floors too. [ ] i don’t like movies. i mean. les frères lumières sont fous. [ ] movies move dangerous regions. i don’t like danger. [ ] i like stones. they have problems too. but in thousand centuries <<<
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Posted by mg on September 11, 2007

submissions
if you want to submit stuff to GAMMM, you may contact us in this period: september 15th - october 31st, 2007. _ we prefer previously unpublished works. _ no simultaneous submissions. _ please don’t send your opera omnia, but one light email with attached word rtf texts (max 7), and/or jpg (max 7, each LESS than 100Kbytes), and biobibliography (3-7 lines). _ important: insert “text submission: for GAMMM” in the subject line of your email. _ only those submissions that are accepted will get a reply: if you get no reply within two-three months then assume that the works have not been accepted. _ we can’t give detailed replies, nor be engaged in conflicts & discussions about poetics. _ before submitting, please go through the texts hosted by the site.
email: gammm_redazione [at] yahoo [dot] it
invio di testi
se volete inviare materiali a GAMMM, potete contattarci tra il 15 settembre e il 31 ottobre 2007. _ preferiamo opere inedite. _ non spedite contemporaneamente gli stessi materiali ad altri siti. _ non ci mandate l’opera omnia, solo un’email leggera con allegati testi in word rtf (al massimo 7), e/o jpg (massimo 7, ciascuno NON superiore a 100Kbytes), e una biobibliografia (3-7 righe). _ importante: inserire “proposta di testi: per GAMMM” nel campo ‘oggetto’ dell’email. _ solo agli invii che verranno accolti sarà data risposta: se non avete risposta entro due-tre mesi, considerate che il materiale non è stato accolto. _ non ci è possibile fornire repliche dettagliate, né trovarci catturati da conflitti & discussioni su poetiche. _ prima di inviare, è opportuno prendere visione del tipo di testi che il sito ospita.
email: gammm_redazione [at] yahoo [dot] it
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Posted by mg on September 8, 2007

Per le edizioni Oèdipus - collana Liquid è uscito il nuovo libro di Andrea Raos, Le api migratori.
Con immagini di Mattia Paganelli.
Maggiori dettagli - nonché un booktrailer di Luigi Pingitore - a questo indirizzo:
http://www.collanaliquid.blogspot.com/
*
Per richieste o prenotazioni, si può scrivere a oedipus [at] fastwebnet [dot] it

[ click to read ]
(C) 2007 Andrea Raos
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Posted by mg on September 5, 2007
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non c’è niente di ‘normativo’ o autoritario nel chiedere attenzione per alcuni linguaggi, niente di prescrittivo. niente di insensato nel fare uso di più linee di ricerca. di sperimentazione. (attestate o meno, frequentate o meno).
in certi casi si tratta di linguaggi o direzioni o fronti semplicemente avviati dalle avanguardie. e solidi ormai in lingue e culture. (specie poi nell’immaginario visivo).
Marcel Duchamp, circa cento anni or sono, non ha fatto - in qualche modo - che dare statuto di “opera” e “iterazione” a Read the rest of this entry »
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Posted by mg on August 31, 2007
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Posted by mg on August 27, 2007
Questo articolo, Afasia di settembre [pdf 18 Kb], è uscito nel 2002 su “Il segnale” ed è stato poi più volte rimaneggiato e rivisto. L’ho ripubblicato in rete e fuori in varie forme. Questa ne è dunque la prima versione.
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Posted by mg on August 26, 2007
- can random texts — for superimposed images or graphic use — be also considered texts-texts or not?
- yes. why not. you may use them with/in several superimposed images. and they spread their meanings all over the page. thay actually change the whole meaning of the frame. but you can also consider them as simple texts and publish their linear aspect or post it anywhere you want. all the practices with signs are allowed, in art. the results are always depending on the beauty [and sometimes consciousness] of the project.
- do those texts-for-art “signify” anything?
- freedom is amazing, isn’t it? you may loose yourself. ANY text may have meanings, or not. “scrittura di scena” or meaningful writings. the important thing XX century has focused is that a pure “graphic mode” is always switched on in our brains; so we catch sense and meanings ‘using’ unpredictable codes coming from a text source code. but we may enjoy the text-text just as it is - as a text and nothing more. the important thing is: is it somehow good? does it bring some click or flickering sense-nonsense?
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Posted by mg on August 19, 2007
These are the Dusi/e-books I have right now:
samar abulhassan. fa’rah
tim armentrout. all this falling away
kristy bowen. brief history of girl as match
anne boyer. selected dreams
jessica bozek & eli queen. cor-re-spon-dence
joseph cooper. memory/incision
sarah ann cox. truancy
michelle detorie. bellum letters
raymond farr. two hats appear when applauded
adam fieled. posit
marco giovenale. a gunless tea
giles goodland. a spy in the house of years
k. lorraine graham. and so for you there is no heartbreak
jared hayes. CaGeD
jared hayes. RecollecTed
anne heide. an instant of flight
carrie hunter. kine(sta)sis
lisa janssen. riffing on bird and other sad songs
paul klinger. occasion in the mosaic distance
drew kunz. tether
mark lamoureux. sometimes things seem very dark
a whole portfolio of fab chaps by alana madison
jill magi. [from SLOT (to pull an historical site form you)]
sarah mangold. parlor
bob marcacci. imagining a baby
nicole mauro. the contortions
simone muench & william allegrezza. sonoluminescence
sheila murphy. skinny buddha
sawako nagayasu. insect country (b)
marci nelligan. specimen
lance newman. come kanab / a little red songbook
wanda phipps . silent pictures recognize the world
chris pusateri. north of there
jennifer scappettone. beauty [is the new absurdity]
matina stamatakis. ek-ae. a journey into ekphrastic aesthetics
eileen r. tabios. the singer and other flamenco hay(na)ku
bronwen tate. souvenirs
… &
More ones are coming soon!
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Posted by mg on August 15, 2007

VANGUARDENING
by Reed Altemus and David-Baptiste Chirot
Tonerworks edition
A note from David (see his web page):
This is a project Reed invited me to do with him a few–I think two– summers ago. After I sent in my contributions, he copied them–copier art is a great love of Reed’s, which he practices and is doing continual studies into the art and history of it–and then proceeded to cut up and collage the pieces with additions of his own. I think it came out to be a very fascinating little Visual Poetry book, a series of meditations on the theme and imagery of Death and murder in the poetry of Francois Villon, with moving through it another current, the word/theme of “flow”.
“Flow’ in turn leads one back to a sense of “Flux” as in the Fluxus world Reed and I have both been participating in for many years now.
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Copies are available here:
Tonerworks
P.O.Box 52
Portland, ME
04112 USA
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Posted by mg on August 12, 2007
Jim Leftwich ha inserito otto immagini e/o poesie visive sulla sua pagina textimagepoem (si aggiungono a quelle che segnalavo ieri; collaborazioni, in quel caso. Go, scroll down & see!).
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Segnalavo alcuni giorni fa l’uscita su “Coupremine” n. 4, di otto testi miei da una serie interamente in inglese, Enhance. A quei testi è ora premesso un brano nuovo, Quaestio LXIV: desserts & snacks.
Ringrazio Eric Rzepka, redattore del sito, per aver accluso anche due mie letture (elaborazioni vocali) della medesima quaestio. Gli mp3 si trovano linkati nei due segmenti del titolo.
Lettura a cliccando su Quaestio LXIV, lettura b cliccando su desserts & snacks.
So: visit Coupremine !
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Posted by mg on August 4, 2007

a gunless tea…
dissidenze…mainframe of situationist transgressions from absolute poetry to relative prose…
una parole plurale, marco…the brave is object.nonsubject [of +(f)]….
marco in a writing lab, revitalizing the necrotizzandola language…punctuation rear engine…
in a poliscritture that creates a unita di crisi diversi…..crises …..
a confrontation with the absence of things utterable, with dissolution of objects readable, with loss of spoken layers… marco vocabulary as an installative , productive, objective, democratic, free structure….
a confrontation with the wundercatalogue of diagram letters, design words, witness installations, sign operations…the center is held by maddening cracks….the witness and the images become languages, says marco….the connections come and go floating as biunivoche correspondences (you’ve got a bad fever, said the fever) , sweet isomorfismi/criptomorfismi carry out operations on signs…plants and flowers deliver food, moral canned flesh, repeat at will, a growing zen effect ]]]….
nervous nervous minimalism …..poetry show…..installation concept….. nervous nervous minimalism…..poetry show….installation concept…..ervousnconcpet…isntllatiaon hsow…..
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Carmen Racovitza, fluxishare
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Posted by mg on August 2, 2007

Jukka-Pekka Kervinen, tpos<=NF [pdf file 32 Kb]
previously unpublished, 2006 (CC) JPK
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Posted by mg on July 27, 2007

text: Susana Gardner
photo+elab.: Marco Giovenale
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Posted by mg on July 18, 2007