[r] _ is life on the outside possible?

… working in relative isolation from the market

outside

 

the whole text here:
http://jackiswright.wordpress.com/2014/07/12/is-life-on-the-outside-possible/

(thanks to Jim Leftwich for having quoted this passage here)

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counterpractice

http://counterpractice.tumblr.com/

[...] But after all that, the reality of the analog object is that it ends up in our hands, and it can be handled, and touched, and not just shared — but given. The thingness of printed matter resists flow and immediate consumption. The book is held, and it’s an excuse for a physical experience, or a conversation. Maybe, in a way, we’re rediscovering the physical, in the midst of all of our digital streams. [...]

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sul (anzi: contro il) lavoro

Cristina Morini:

[...] E rifletto, e invito a riflettere, su quanto scrive Jason Read e cioè su come assurdamente “lottiamo per la nostra servitù come fosse la nostra salvezza” [...]

http://www.alfabeta2.it/2014/08/27/lerba-vorrei-cristina-morini/

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lavoro, immigrazione: un articolo su alfabeta2

Non è un discorso sul “capitale umano”, questo (condivisibilissimo) di Franco La Cecla. Anzi.

Allo stesso tempo, può a mio avviso implicitamente e non inutilmente sottolineare come anche discorsi limitanti e odiosi (e altrui, e spesso purtroppo istituzionali) come quelli sul “capitale umano” rischino di essere una sorta di avanguardia (perfino umanitaria, al punto in cui si è) e un avanzamento, un paradossale progresso, rispetto all’indifferenza, al razzismo e alla cecità che in Italia governano i rapporti con i rifugiati, gli immigrati, le migliaia di persone che una società preistorica come quella italiana spinge ai margini.

http://www.alfabeta2.it/2014/08/26/lerba-vorrei-franco-cecla/

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