milano, 2 aprile, fondazione mudima: “il verri” n. 54

Il 2 aprile 2014, alle ore 18:00
presso la Fondazione Mudima
via Tadino 26 – Milano

l’allegra presentazione de

“il verri” n. 54 su

la parola all’offensiva

con

Paolo Fabbri , Stefano Bartezzaghi, Luigi Ballerini

con

Luca Barbieri, Michelangelo Coviello, Gian Luca Picconi,
Tomaso Kemeny

e con

Paolo Zublena (per le lettere di Calvino a Paolo Fabbri)

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poésie et arts visuels

poesietarts

http://www.fabula.org/actualites/poesie-et-arts-visuels_61889.php

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(s)finito il novecento

In poesia (dato che alla poesia insiste disperatamente ad abbarbicarsi) il mainstream pare non avere più carburante. (Qualcuno lo aiuti). È finita un’epoca, è finito un rimario, un giacimento, una vena. Un secolo, è finito.

Il mainstream non lo sa, o se lo sa (da buon malato) se lo nasconde. Vuole “vivere”. (Come tutti gli agonizzanti, del resto).

Il mainstream in questo decennio recente poteva o attingere dal sottobosco kitsch-alato che da venti anzi trent’anni lo scimmiottava e corteggiava, o aprirsi alle nuove scritture e ammettere che proprio tecnicamente tutta la baracca modernista e neomodernista non aveva e non ha risorse al suo interno per continuare (meglio: per fingere lo spettacolo di una qualche continuità dotata di senso). E bon. Ha scelto la prima via: aprirsi al sottobosco. Far salire il sottobosco in ascensore. Elevarlo. Ciò che ne consegue è la pletora di uscite in collane anche prestigiose o ex prestigiose o semplicemente volenterose.

Il mainstream ha preferito danneggiare la letteratura che se stesso. Ha preferito la crisi di tutti alla crisi del proprio modello. In perfetta sintonia con la prassi politica del nostro paese (e non solo del nostro), prima dell’unità, dopo l’unità, con il fascismo, con la repubblica (prima e seconda). Nessuna contraddizione.

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[replica] _ spettri che parlano

La letteratura, come la politica, conta più corpi di quanti ne identifichi l’ordine poliziesco. Tutte e due includono nelle loro invenzioni dei quasi-corpi che non sono che “spettri” per lo sguardo dell’ordine dominante del visibile.

Jacques Rancière, Ai bordi del politico
(1998, tr. it. Cronopio, Napoli 2011, p. 16)

C’è un elemento, carattere o segnale politico nelle scritture? In alcune scritture? Diremmo che affiora o si nasconde sempre in tutte, e che sta in qualsiasi articolazione del linguaggio. Ma si tratterà solo di un carattere frontale, esplicitante, della pagina? Un carattere assertivo? Non si incarnerà piuttosto, tale carattere, in strategie formali diverse, in tracce diverse, e differenti aperture al lettore?

            Vorrei suggerirlo. Vorrei anche solo accennare al proficuo scompiglio portato nell’«ordine dominante del visibile» da quei graffi e grafie che abitano fuori dal vocabolario del dominio (assertivo), e fuori dall’incasellamento matematico e poliziesco nei generi letterari. Vorrei dunque, magari in parentesi, lateralmente, anche solo installare una freccia che indica alcune scritture degenerate. (Come di un frumento, anche, si dice che può essere deglutinato, privato di un coesivo che si rivela non essere unico né indispensabile).

                Chi ha ancora bisogno di rastrellare e tenere sotto controllo ogni possibile emissione di nuove pagine entro il recinto di un centro di permanenza temporanea, in attesa di smistarle nei campi dei generi letterari, inizia solitamente col catalogarle secondo quei parametri con i quali ha pacificamente o conflittualmente già fatto i suoi conti. Ne parlerà dunque come di “poesia”, decapitando ogni differenza; oppure ne parlerà come di testi che vengono dal periodo/eredità delle “avanguardie” o delle “nuove avanguardie”. Dirà: a volte sembrano tali, ‘ergo’ sono tali.

                A nessuno pare venir in mente che Continue reading

grazie a giovanna frene e a sergio rotino per le annotazioni su “delvaux”

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Sergio Rotino, nel comunicato relativo alla presentazione bolognese del 20 marzo, dedica a Delvaux una nota leggibile in formato pdf (con il comunicato stesso) qui: http://slowforward.files.wordpress.com/2014/03/20-marzo-2014-delvaux-_-ibs-bookshop.pdf

Giovanna Frene suggerisce una poesia da Delvaux in http://ipoetisonovivi.com/, dedicandole una nota leggibile a questo indirizzo: http://ipoetisonovivi.com/2014/03/18/giovanna-frene-consiglia-marco-giovenale/

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recensione di stefano guglielmin a “in rebus” (e link a vari materiali in rete)

IN REBUS_

Grazie a Stefano Guglielmin per la notevolissima recensione che dedica a
In rebus (Zona, collana Level 48, Arezzo 2012) in
«l’immaginazione», n. 279, genn.-feb. 2014, pp. 53-54

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Qui di seguito alcuni link a materiali:

Preview del libro (dal sito delle edizioni Zona):
http://www.editricezona.it/pdf%20per%20la%20rete/InrebusShort.pdf

Alcuni testi ospitati dal sito di Nanni Cagnone:
http://www.nannicagnone.eu/html/guests/html/marco_g.html

Lettura per RadioTre, trasmissione Chiodo fisso, 14 mar. 2012:
http://goo.gl/oPRKWR  e http://goo.gl/DaW5Xa

Letture e dialogo presso il Teatro Argentina (Roma), nel contesto della rassegna Quaderni di scena, a cura di Attilio Scarpellini, 28 mar. 2012. Video di documentazione:
http://www.e-theatre.it/2012/06/05/QUADERNI-DI-SCENA-7—I-parte.cfm
http://www.e-theatre.it/2012/06/05/QUADERNI-DI-SCENA-7—II-parte.cfm
(letture da Shelter, 2010; e In rebus, 2012)

Presentazione e lettura di alcuni testi, a RadioTre Suite, 28 ago. 2012:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-dbd5071f-e3ed-488f-827a-4508defbbc4f.html

Quattro frammenti da Camera di Albrecht:
http://slowforward.wordpress.com/2012/05/30/4-frammenti-da-camera-di-albrecht-da-in-rebus-zona-2012/

Una nota di Nanni Balestrini (per i testi del Premio Antonio Delfini poi confluiti in In rebus):
http://puntocritico.eu/?p=4046

Altre recensioni:
Vincenzo Ostuni: http://puntocritico.eu/?p=5323
Cecilia Bello Minciacchi: http://puntocritico.eu/?p=4828
Antonio Loreto: http://puntocritico.eu/?p=4120
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altra versione di un’intervista

La versione originale di questa intervista è uscita il 13 febbraio 2014 qui:
http://spaziovirtualeoccupato.altervista.org/intervista-marco-giovenale/.
Quella che segue è una versione riveduta e leggermente più
ampia, specie nella conclusione.

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Quali contenuti ospita il tuo blog personale http://slowforward.wordpress.com?

Il blog è nato nel 2003 e fin dal primo momento è stato pensato come uno spazio personale, anche se non di tipo diaristico. Semmai un luogo per annotazioni, saggi brevissimi, riflessioni legate a un’idea di estetica intesa come ambito non specifico, non separato dall’esperienza comune (in piena sintonia con l’accezione del termine “estetica” che devo ad Emilio Garroni). In Slowforward dunque si trovavano – e si trovano – appunti di poetica, segnalazioni di materiali miei comparsi in altre sedi (o testi sul mio lavoro), disegni, link a uscite sparse, fotografie, prose, versi.

            In verità il blog ha assunto già dai primissimi tempi – e poi direi ‘febbrilmente’ dal 2006 passando da Splinder a WordPress – l’aspetto di un luogo non autocentrato. L’avanzamento lento (lo slow forward) dello sguardo su un laboratorio di scrittura è diventato scansione su (e resoconto da) più laboratori. Continue reading

si legge? si capisce?

vediamo se riesco a spiegarmi (messaggi ai poeti) (messaggio fuori numerazione):

http://eexxiitt.blogspot.it/2014/02/forse-non-tutti-sanno-che-annotazione-14.html

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