richieste per l’invio

        

ringrazio di cuore gli autori per gli invii di libri e plaquette editi e inediti al mio indirizzo postale. sono grato della loro fiducia e gentilezza.

tuttavia, in considerazione di ormai inaggirabili caos e problemi logistici, chiedo loro cortesemente di

- considerare il tipo di materiali che mi è possibile seguire (non romanzi, poemi epici in cento canti, lunghi resoconti di viaggio, autobiografie;  raccolte di poesie, saggi, prose, interviste);

- mandarmi sempre un’email prima di inviare qualsiasi cosa, anticipando cioè la spedizione, e descrivendo cosa conterrà;

- considerare che per me non è più possibile in alcun modo trovare spazi fisici in una libreria e una casa che nonostante i miei sforzi si rivelano ostinatamente euclidee; dunque

- non mandare testi cartacei bensì optare – tranne in casi eccezionali di cui potremo appunto parlare per email – per la spedizione del libro o della plaquette solo in formato elettronico (Word doc, meglio che pdf; e possibilmente non Word docx);

- attendere pazientemente i miei ormai lentissimi (e in via di rallentamento) tempi di lettura, che possono arrivare a misurare anni, non per cattiva volontà ma per ragioni oggettive; (gli invii di centinaia di interlocutori accumulano i file in parallelo, come su un desktop; MA la lettura del singolo m.g. li può affrontare solo serialmente, come fa il buffer di una stampante, per intenderci);

- avere contezza del fatto che una lettura e un feedback attento e articolato rappresentano un impegno: per cui brevi cenni e un parere sono un gesto di riscontro ragionevole e sensato, giusto, e costituiscono – anche – una forma di ‘militanza'; INVECE la richiesta di analisi approfondite, pagine di osservazioni, schede estese di lettura, che comportino ore di lavoro, appunto comportano ore di lavoro, con quel che ne consegue: se la militanza è doverosamente gratuita, il lavoro (altrettanto doverosamente) no.

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