“Abecedarium” by Peter Lamborn Wilson

New from Xexoxial Editions :



Abecedarium –by Peter Lamborn Wilson

http://xexoxial.org/is/abecedarium/by/peter_lamborn_wilson

* * *

2010. 8.25 x 8.25, 68 pages, b + w. $10.00 + $3 shipping.
ISBN 0-9770049-8-8 | EAN-13 978-0-9770049-8-0

Alphapoetic meditation on the etymology of the English alphabet with diagrams by the author.

Peter Lamborn Wilson’s quick wit and poetic intelligence add immeasurably to the small store of recent art and poetry (Mac Low, Berman, Silliman, Bok, Johns, to name a few) celebrating or utilitizng the lore and wonder of alphabetic writing. As with Mac Low and Berman in particular, Wilson’s focus is on the Hebrew alphabet, coterminous with the Phoenician at the alphabet’s beginnings: a meditation, visual and verbal, on the shape, form, history, and praxis of the letters and signs in question. The resultant Abecedarium, reads like poetry or what we now take poetry to be: short and tight prose versets that bring to life a world of lore and tradition, and by so doing, make it new. A book to read again and again, and a lettristic delight.

—Jerome Rothenberg

Abecedarium by Peter Lamborn WilsonThis remarkable lexicon explores tensions between life in a world before the State and the emergence of the alphabet, or the origin of the world as we purport to know it. Amidst the reign and terror of nonsense, in a land where ‘everything is believable and nothing knowable,’ Peter Lamborn Wilson—at the peak of his extraordinary power—tutors us in the old ways in an offering of both knowledge and wisdom.

—Ammiel Alcalay

Review copies available upon request.

Xexoxial Editions
10375 County Hway Alphabet
La Farge, WI 54639


Oggi: presentazione di “Sinfonia”, di Antonio Pizzuto, a Roma

A Roma, OGGI, martedì 30 marzo 2010, alle 16:30
presso la Sala del Burcardo (via del Sudario, 44)

Presentazione del libro

Sinfonia 1927

di Antonio Pizzuto

Lavieri edizioni

(2009, collana Arno n.9)

*

Interverranno:

Maria Pizzuto
, presidente della Fondazione Antonio Pizzuto, Stefano Gallerani, critico letterario, Antonio Pane, studioso di letteratura italiana contemporanea e curatore di molte opere di Pizzuto.

Letture: Donatella Ferrara. Coordina Gian Maria Molli.

Con questo libro, radicale rielaborazione di un omonimo testo del 1923, Pizzuto si propose di realizzare, come scrive nel “manifesto” che lo accompagna, «una nuova espressione artistica in sostituzione del Romanzo». Suddiviso in quattro tempi (Eroica, La Follia, Marinaresca, Marcia funebre) e una Coda, il lavoro assume la forma di una composizione musicale, spingendosi fino a «stati puramente fantastici, lirici e mitici» che toccano di volta in volta un popolo in armi alla riconquista della terra perduta, il mostruoso sviluppo di una città tentacolare, una apocalittica invasione di serpenti, la solitudine di una creatura marina antropomorfa, una statua gigantesca che produce incessanti scintille, la disperata ricerca di una donna scomparsa fra le montagne.

la domanda è / la domanda sarebbe

La domanda del giorno o meglio del ventennio è:

Cosa deve esattamente fare, quanto in basso esattamente deve arrivare, quante cose esattamente devono essere scoperte sul suo conto, esattamente a quale grado di volgarità deve arrivare una forza politica tendenzialmente anticostituzionale, razzista, sciovinista, omofoba, corrotta, corruttrice, perché i cittadini smettano di votarla (anche senza votare per una forza politica diversa) ?

Ma la domanda sarebbe questa, se la risposta fosse legata soltanto alla cultura, anche politica, di un paese. Mentre è strettamente connessa agli interessi economici (e alle superstizioni) di decine e centinaia di migliaia di singoli, e di parecchie fazioni e bande. Il “paese” è una parola astratta.

*

Due note

(1)
La forza della frammentazione (territorio spaccato in aree, razzismo, secessione) nutre il senso dell’unità “garantita” da uno. Sappiamo chi è quell’uno. Non si esce dal Ventennio finché non si attenua o scioglie la frammentazione di fatto e la percezione di questa. Cose che non possono verificarsi perché (vedi sopra) attengono a interessi sul territorio, saldati a imprese precise, ad accordi che non sono politici ma economici.
Sui soldi — specie se legati alla violenza — raramente vince un’”idea” (o un “buon senso”, e perfino una differente violenza, e differenti interessi).

(2)
Dopo secoli di divisione linguistica (che è divisione di pensiero/pensieri, culture, e mercati, merci) si è imposta una sola lingua, in virtù della diffusione capillare della televisione, negli anni Cinquanta. La tv è stata in grado di portare all’unificazione linguistica (dunque per tanti aspetti all’unificazione culturale e commerciale) di una intera nazione.
Dopodiché: sappiamo qual è stata la storia delle televisioni, dai primi anni Ottanta. Sappiamo dunque quale grado di potere — e di potere aggiunto — hanno avuto e detengono (illegalmente, in certi casi), precisamente su scala nazionale. Lo vediamo nei numeri, a ogni tornata elettorale. Chiaramente sostituendo “omologazione” a “unificazione”. (E, volendo, “soldi” a “culture”).

manhattan project | 1997 fuga da new york | francesco forlani

Sabato 3 aprile 2010

dalle ore 18.00 alle ore 21.00

il Centro Culturale

LA CAMERA VERDE

presenta

MANHATTAN PROJECT
1997 fuga da new york

di

Francesco Forlani

Centro Culturale

LA CAMERA VERDE

via Giovanni Miani 20, 20/a, 20/b

00154 Roma

cell.: 340 5263877

www.lacameraverde.com