Il IX quaderno di “Poesia da fare”

Esce il QUADERNO IX di Poesia da fare (a cura di Biagio Cepollaro)indirizzo pdf: http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/rivista/QuadernIX.pdf

Indice:

Editoriale – di Biagio Cepollaro

Fabiano Alborghetti ,da Verso Buda

Sergio Beltramo, da Apprendista stregone

Giuseppe Catozzella, da Scrivere il silenzio

Massimiliano Chiamenti, da Teknostorie/scrap

Luigi Di Ruscio, Primo settembre 1943

Fabio Franzin, da Le cose. La distanza

Francesco Marotta, da Per soglie

Massimo Orgiazzi, da Realtà rimaste

Adriano Padua, da Radiazioni

Davide Racca, Cumana

Italo Testa, da Gli aspri inganni

Pino Tripodi, Il sé del sessuologo e il viceprode

Qui l’Editoriale del IX Quaderno di Poesia da fare:

E’ con soddisfazione che, licenziando questo, preparo il prossimo quaderno che chiuderà la prima serie di dieci quaderni di Poesia da fare. Una volta, non tanto tempo fa, la circolazione dei testi di poesia costituiva un problema. Certo, vi erano le riviste e le rivistine in cartaceo, vi erano delle reti di fatto che collegavano generosi librai ad appassionati distributori (pochi ma decisivi).

Certo, la consistenza, anche fisica, di un numero di Baldus, ad esempio, non è paragonabile alla virtualità di questi quaderni, ma che dire del numero di accessi a questi testi immateriali, oggi incredibilmente superiori? Praticamente non esiste più il problema di ‘pubblicare’…

Apparentemente, perché la rete è sterminata e c’è di tutto: infiniti suoni producono rumore e come si fa a distinguere?

Ecco perché ritengo che gli ‘aggregatori’ di blog, selezionando le voci più interessanti possono aiutare. Purchè coloro che aggregano abbiano i necessari requisiti per dei selezionatori: intuizione della qualità, della serietà, della capacità di respiro di ciò che si sceglie e, tra l’altro, ampiezza di vedute, senza pregiudiziali di carattere ideologico.

Il lavoro di antologizzazione che prima era fatto sui singoli autori ora viene fatto sui macrotesti in cui si risolvono i diversi blog. Ciò vuol dire che la quantità di informazione qualitativamente notevole è visibilmente aumentata. Ma anche lo scadente è visibilmente aumentato in una proporzione in fondo fisiologica…

E il problema ora è quello tipico del regime dell’informazione più che della qualità dei testi proposti.

L’informazione che dissociata dal suo supporto tradizionale ora viaggia alla velocità della luce…

Questa mancanza di lentezza, propria del regime dell’informazione, non fa bene alla poesia.

Né in fase di creazione, né di diffusione né di lettura.

Questa velocità sta cancellando i tempi di sedimentazione necessaria a quel distillato di esperienza umana che è la poesia.

E per l’esperienza umana occorre tempo: nessuna rivoluzione tecnologica può aggirare questa caratteristica. Anche per questo ho provato a rallentare artificialmente programmando i numeri della rivista Poesia da fare con molto anticipo e pubblicando solo due autori a numero.

Ora però che mi avvicino alla conclusione di questa prima serie mi rendo conto che non posso più rinunciare a chiedermi cosa ne facciamo, cosa ne faccio di tutta questa informazione di qualità…

In pratica vi è una superfetazione della funzione dell’emittente generalizzato e una radicale trascuratezza per quanto riguarda il versante del destinatario (che finisce col coincidere, ancora una volta, e sempre di più, paradossalmente con l’emittente).

E ciò non accade perché non si legge: si legge, invece, e si scarica, si salva…Sta nascendo, anzi, ed è la vera novità, una nuova generazione di lettori grazie alla rete e dentro la rete…

No, trascurare il destinatario oggi vuol dire non chiedersi abbastanza cosa vuol dire leggere una poesia, e, in generale, cosa vuol dire un’esperienza estetica.

Per questo ho deciso di concludere la prima serie dei Quaderni di Poesia da fare con il prossimo decimo numero e la rivista Poesia da fare, oggi al ventitreesimo, quando giungerà al ventottesimo, nel prossimo dicembre.

Una pausa di riflessione e di lavoro nuovo da fare.

Il Corso di poesia integrata. Le parole che trasformano http://www.cepollaro.it\corso\Corso di poesia integrata.htm è appunto questo lavoro sul processo creativo e sull’esperienza estetica

Un percorso che non è un corso di scrittura ma una serie progressiva di esperienze che richiedono proprio lentezza, verticalità, crescita personale.

La trasmissione diretta e la diretta esperienza stanno funzionando, almeno per quanto mi riguarda, come personale alternativa al regime dell’informazione…

E ciò mi dà fiducia.

Biagio Cepollaro