La corsa dei fuochi, di Ida Travi

Il 26 aprile, alle ore 21, Casa della Poesia
Palazzina Liberty – Largo Marinai d’Italia,1- Milano

LA CORSA DEI FUOCHI
POESIE PER LA MUSICA

di Ida Travi
Moretti & Vitali Editore

Presenta Vivian Lamarque

Interviene Michelangelo Coviello

Questo misterioso libro di versi va contestualizzato nell’ambito del lavoro teorico della poetessa (L’aspetto orale della poesia, 2000), nonché nell’ambito del suo lavoro compositivo (si vedano testi poetici scritti per la musica e messi in scena Il solitario e Il canto del moribondo e del neonato, rispettivamente del 2001 e del 2003). Libro misterioso in quanto pare essere il doppio di un testo non scritto, muto in quanto registrato nello “azzurro” onirico, ma velato al risveglio da quel silenzio che impone la scrittura, o se vogliamo, ispira alla traduzione della scrittura onirica nella lettera della lingua madre.

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Il libro contiene CD con lettura poetica e tre canti.
Voce recitante: Ida Travi.
Voce cantante: Patrizia Simone.
Musica: Andrea Mannucci
(© Edizioni Suvini Zerboni – sugarmusic 2003)

 

Nota biografica di Ida Travi

Scheda del libro

Il sito di Fulvio Leoncini

Fluvio Leoncini _ da Codice a sbarreUno degli artisti del segno materico che ho negli anni più apprezzato e stimato – e che seguo sempre con grandissimo interesse – è Fulvio Leoncini.

Mi giunge la notizia graditissima che ha finalmente attivato un suo sito: raccoglie le opere di dieci anni di lavoro. Visito le pagine e le trovo rigorose, strutturate, e in grado di restituire la bellezza dei suoi codici - pur con i limiti inaggirabili della riproduzione digitale di opere sostanzialmente giocate sugli spessori e sulle ferite della materia, dei grumi accumulati e degli strati di segni.

L’indirizzo del sito è http://fulvioleoncini.it

Stasera: presentazione a Milano del IX Quaderno di poesia

Stasera a Milano, presso la Casa della poesia

[ Palazzina Liberty, Largo Marinai d’Italia ]

Alle ore 21:00

presentazione di

 

Poesia contemporanea
Nono quaderno italiano

 

a cura di Franco Buffoni

 

Marcos y Marcos, aprile 2007

 

saranno presenti i poeti
– Alessandro Broggi, Maria Grazia Calandrone, Mario Desiati, Massimo Gezzi, Marco Giovenale, Luciano Neri, Giovanni Turra -

 

interventi di
Franco Buffoni, Umberto Fiori, Fabio Pusterla e Cecilia Bello Minciacchi

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MARCOS Y MARCOS
http://www.marcosymarcos.com

 

via Ozanam, 8 – 20129 Milano
tel. 0229515688
fax 0229516781

Il nuovo numero de “L’almanacco del ramo d’oro”

Esce il n.8 (anno III) del quadrimestrale di poesia e cultura “L’ALMANACCO DEL RAMO D’ORO”, agosto 2006, pp. 256.

Direttore responsabile: Mary Barbara Tolusso
Direttore editoriale: Gabriella Musetti

TEMA: I luoghi dove siamo già stati: a cura di Roberto Dedenaro.

Intervista a Marina Dragotto, Rischiano pene molto severe di Paola di Bello, Cantare la vita, conversazione con Pavle Merkù, Dormiveglia di Marco Vaglieri
Poesia italiana: Elisa Biagini, Valeria Rossella, Marina Pizzi, Alessandro Broggi, Stefano Guglielmin.
Traduzioni: Sylviane Dupuis (Svizzera) traduzione di Monica Pavani, Sigrid Markau (Austria) traduzione di Renata Caruzzi, Aleš Steger, traduzioni di Michele Obit
Altre lingue: Ana Cristina Serra, Ivan Crico
Il punto: Sguardi sul Mondo, intervista a Pablo Volta; intervista a Julia Slataper
Contributo: Lettere da Chiaromonte di Francesco Cenetiempo
Recensioni

Introduzione
di Gabriella Musetti

“Le macerie accumulate dalla storia recente e le rovine nate dal passato non si assomigliano. Vi è un grande scarto fra il tempo storico della distruzione, che rivela la follia della storia (le vie di Kabul o di Beirut), e il tempo puro, il tempo in rovina, le rovine del tempo che ha perduto la storia o che la storia ha perduto” dice Marc Augé in Rovine e macerie. Il senso del tempo, Bollati Boringhieri, Torino 2004 (p. 135). Oggi si assiste a un consumo indiscriminato di rovine e a discariche di macerie che affastellano di detriti ogni luogo che è stato attraversato dagli uomini. E la coesistenza tra diversi aspetti residuali spesso forma un continuum che trasforma il paesaggio in qualcosa di già “abitato”, con tutte le connotazioni d’uso. D’altra parte, come dice Dedenaro che cura la Sezione tematica I luoghi in cui siamo già stati, nessuno sguardo può essere veramente innocente perché ogni luogo è stato già visitato e il sentimento del presente

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Per tutte le informazioni: http://www.ilramodoroeditore.it/pagine/dettagli_libro.php?id=RDAL6&id_collana=11