bina 65 + gammm

è uscita la sessantacinquesima “bina”. con prose di Éric Suchère tradotte da Massimo Sannelli.

chi volesse riceverla può scrivere all’indirizzo bina_posta@yahoo.it inviando un messaggio come questo: “desidero ricevere regolarmente la vostra lettera-dono BINA a questo mio indirizzo email”.

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segnalo inoltre che su GAMMM compare ora un’elaborazione grafica legata al testo di Susana Gardner, Scrawl (Dusie, 2006).

Due nuovi chapbooks: di A.Inglese e M.Giovenale

andrea inglese_ quello che si vede_ arcipelago 2006m.giovenale_ numeri primi_ arcipelago 2006Escono per la collana ChapBooks, curata da Gherardo Bortolotti e Michele Zaffarano per Arcipelago Edizioni, due nuovi libri: le poesie di Quello che si vede, di Andrea Inglese, e le prose di Numeri primi, di Marco Giovenale. Per richiederli, si può scrivere a info@arcipelagoedizioni.com oppure telefonare al numero 0236525177. I libri saranno a breve disponibili anche nelle librerie indicate in fondo a questa pagina.

Fabio Gori 1855

Assolutamente da visitare la biblioteca digitale dell’Archivio viaggiatori italiani di Roma e del Lazio.

“Al di là del fiume si scorge un tumolo di pietre rosse che gli Schiavi conducevano per barca a Roma. Il colle è tagliato in tante bizzarre maniere che in un angolo forma una porta, ed in altri profonde grotte. Dove il tempo non lo imbrunì nelle parti meno aride i licheni vegetano e col bruno e lionato colore meschiano il proprio. Di tratto in tratto escono da quegli antri i Salnitrari che allacciati i calzoni di pelle al collo, con lunghi capelli, ispida barba ed atri cappelli sembrano tanti selvaggi se non i romani lapicìdi. Dietro al colle gira quadra la Torre del Cervaro”

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(Fabio Gori, VIAGGIO PITTORICO-ANTIQUARIO DA ROMA A TIVOLI E SUBIACO SINO ALLA FAMOSA GROTTA DI COLLEPARDO DESCRITTO LA PRIMA VOLTA DA FABIO GORI con importanti scoperte archeologiche del Medesimo Autore, Roma , 1855, Parte I)

Nuovo numero (15) di “Qui – Appunti dal presente”

 

È uscito il n.15 (ottobre 2006) di “QUI – Appunti dal presente”, la rivista curata da Massimo Parizzi. Il titolo è Fuori casa.

Dalla quarta di copertina: “Prima, questo titolo pensava a Veronica, che da Kiev va in vacanza in un piccolo paese su un lago in Ucraina; a Giorgio, che da Milano va in Slovacchia, da dove viene sua moglie; a Jihane, che da Casablanca va per lavoro in un douar nella campagna marocchina; ad Antonio che, in missione per l’ambasciata italiana di Hanoi, va presso le “tribù delle colline” nel nord del Vietnam; a Ken, americano espatriato in Thailandia. (Troverete qui le loro pagine di diario, i loro saggi, i loro racconti). … Poi, dal 12 luglio, questo titolo ha cambiato senso. Israele ha invaso il Libano. Si è parlato di un milione di profughi”

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Appunti pregressi (rapidi)

[ per il 23 novembre ]

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credo ovvero ho creduto nella struttura a raggiera del lavoro artistico. ossia in una opera-di-opere che fosse non la somma scontata ma la ramificazione incontrollata delle poetiche e delle prassi di un Novecento ormai fatto (da sé) altro da sé. (moltiplicato nelle innumerevoli ipotesi di mappa che il territorio stesso produce, in virtù degli infiniti specchi che ha, che è).

questa opera si chiamerà, spostata come deve essere nel futuro, Delle restrizioni.

è distribuita e organizzata sui piani creati dai vari libri scritti e da scrivere negli anni, dunque la sua superficie complessiva (che, come superficie, non c’è; o ha n dimensioni) sarà visibile nel tempo. (se il tempo crederà che questo itinerario meriti sguardo).

di qui la difficoltà che incontro ogni volta che intervengo o sono chiamato a fare una lettura ‘connotata’, ossia non legata a un’occasione particolare, a un tema, all’uscita di un libro; ma semmai orientata secondo uno degli assi di crescita della raggiera descritta.

nel caso dell’incontro del 23 novembre si tratta dell’asse della “ricerca”. della scrittura di ricerca.

devo allora dire che – come in altre occasioni ho sottolineato – tutta la scrittura, se ha qualità, è di ricerca. nel senso che sposta e riconfigura in modo inedito la rete di variabili e costanti di linguaggio dalle quali aveva pur preso origine. (fa di sé un motore di senso che lascia sospettare più elementi di quelli da cui pure è costituito).

certo, in questa occasione di incontro, presso la Casa della poesia, è opportuno marcare un campo di forme. uno stile, o più stili.

ma se mi si chiede di uscire allo scoperto e – additando le strutture e i componenti della raggiera di Delle restrizioni – esplicitare quale tra questi io intenda ‘promuovere’, non posso che trovarmi a reindicarli tutti, senza dare a nessuno di essi il privilegio (o l’arbitrio) di tenere solo per sé la categoria “ricerca”.

qui espongo appena tre tracce:

- scritture della dissoluzione del tempo, delle relazioni, degli spazi, delle cose. dunque alta presenza di allegorie (specie nella forma delle allegorie cave), di sintassi barocca ma non incontrollata, di accumuli. wunderkammern.

 

- scritture della malattia, dei codici del dolore, e della segregazione-difesa. dunque alta presenza di realtà e apparenze di spazi narrativi, ma senza nessun realismo e nessun “romanzo”. (le poesie di Shelter danno conto di questo lavoro; ma anche quelle di Criterio dei vetri, che uscirà per Oèdipus – e che adesso è leggibile in una selezione su “Poesia” di questo mese).

 

- scrittura della frammentazione e di cut-up, citazione, sovrapposizioni di codici (anche visivi e sonori), random-texts, google/flarf poetry, e altri procedimenti di disintegrazione dei materiali o ipersemplificazione dei messaggi. (ma anche: massicce steli e volumetrie alfabetiche debordanti, cataste di segnali: installazioni).

su queste basi non necessariamente si scrive un‘opera. più facilmente uno sciame di testi che si intrecciano e talvolta si sovrappongono.

arrivo in ogni caso (trafelato) alla lettura del 23 novembre non potendo portare uno o più oggetti testuali che chiariscano una volta per tutte – o anche solo questa volta – che “cosa” intendo per scrittura di ricerca. né che “cosa” è la mia scrittura.

necessariamente, nel contesto dell’opera-di-opere, la scrittura è le scritture, è l’impianto di deviazioni a cui siamo sottoposti, è l’avventura saggistica, a volte (come qui, come altrove), è un flowchart di formazioni – niente affatto tutte deliranti – che chiedono ascolto, ramificandosi come frattali, allo stesso tempo: dunque problematizzando quello stesso ascolto. chiamandone in causa alcuni presupposti. ridiscutendoli

La poesia di ricerca oggi in Italia

Milano - 23 novembre 2006 – ore 21:00

Casa della Poesia, Palazzina Liberty [Largo Marinai d'Italia]

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LA POESIA DI RICERCA OGGI IN ITALIA

A cura di Andrea Inglese

Incontro con

Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Marco Giovenale,

Andrea Raos, Massimo Sannelli, Michele Zaffarano

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Interrogarsi sulla poesia di ricerca in Italia, significa innanzitutto prestare attenzione alle scritture di quegli autori che si trovano tra i trenta e i quarant’anni. È con alcuni di loro, e a partire dei loro testi, che si potrà verificare la possibilità di porsi di fronte al genere lirico in termini radicalmente esigenti e critici. Solo in questo modo è possibile riaprire le vie di uno sperimentalismo ormai svincolato dalle tutele avanguardistiche oggi obsolete. Le ragioni di questo sperimentalismo stanno tutte in primo luogo nella lingua, confrontata con gli sviluppi più decisivi dell’arte contemporanea così come con quelli di un letteratura non confinata entro i limiti geografici dell’Italia.
L’incontro con questi sei poeti, alcuni attivi da più di un decennio, sarà anche l’occasione di ripercorre la nuova geografia del genere poesia, soffermandosi anche sui nuovi canali che essa ampiamente usa: blog individuali e collettivi, incontri e dialoghi a livello internazionale, progetti di piccola editoria cartacea e di editoria on line.

“Sbarazziamoci di questa nozione di una corrente principale nella storia e rendiamoci conto che stiamo andando in diverse direzioni. Noi stessi. Penso che una cosa ragionevole da fare – se abbandoniamo anche la competizione – è fare cose che nessun altro sta facendo, essendo allo stesso tempo informati, naturalmente, su cosa altri stanno facendo; migliorando le nostre comunicazioni in modo da poter sapere cosa sta accadendo, per poi fare qualcosa di nuovo, a cui nessuno si stava dedicando” (John Cage, da Lettera a uno sconosciuto, a cura di Richard Kostelanetz, Socrates, 1996)

20 agosto – 20 novembre : testi dei primi 3 mesi del nuovo slowforward

Indice e resoconto dei soli testi (non di segnalazioni e link) comparsi nei primi tre mesi del nuovo Slowforward:

- appunto # 1.4 (12 agosto)

- Un’Intervista a Massimo Sannelli su Philologia Pauli (di P.Bianchi, 22 agosto)

- Alighiero Boetti quoted (30 agosto)

- Editoriale per la seconda serie di Slowforward (3 settembre)

- flyer #000 (15 settembre)

- flyer #001 (16 settembre)

- Recensione all’ebook di E.Workman, A CITY_A CLOUD (con S.Gardner, 28 sett.)

- Incipit del saggio Del sottrarre (1 ottobre)

- M.Sannelli su Superficie della battaglia (6 ottobre)

- Lettura elementare di un testo celebre [di Montale] (10 ottobre)

- Da una mail per Superficie della battaglia (15 ottobre)

- Questioni e generazioni: alcuni autori nati negli anni 1968-77 (16 ott., da “Poesia”)

- Le città di Burroughs (20 ottobre)

- Primi appunti per Progettare l’opera plurale (30 ottobre)

- Recensione a ‘sofia, di L.L.Tostevin (1 novembre)

- Recensione a Il Cristo Elettrico, di L.Voce (11 novembre)

- Scheda per Laborintus, di E.Sanguineti (12 novembre)

- flyer #003 _ per Magdalo Mussio (19 novembre)

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